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Maurizio Biancani Nerozzi

Riascoltare “Metallo non metallo” a 33 Giri: il mio viaggio dentro i Bluvertigo

Mercoledì 1° dicembre 2021 è andata in onda, su Sky Arte, la puntata di 33 Giri – Italian Masters dedicata ai Bluvertigo e al loro album “Metallo non metallo”, uno dei dischi più importanti della scena alternativa italiana degli anni ’90.

La puntata e il contesto storico dell’album

A commentare il lavoro che è stato fatto c’era con me Celeste Frigo, il fonico che registrò materialmente l’album. Insieme abbiamo isolato le tracce, alzato e abbassato i fader, tirato fuori dal master originale gli strati che compongono brani come “Fuori dal Tempo”, “Altre forme di vita”, “Cieli neri” e “(le arti) dei Miscugli”.

Questa, come tutte le altre puntate di 33 Giri, non è stata solo un’operazione di nostalgia tecnica. Insieme a Stefano Senardi e a Luca De Gennaro, all’epoca vice president “Talent & Music South Europe and Middle East” di Viacom CBS, abbiamo provato a restituire anche il contesto in cui “Metallo non metallo” nacque: un momento in cui i Bluvertigo si trovavano al centro di quella che è stata poi definita la loro “trilogia chimica”, un percorso che li ha portati a raccogliere premi e riconoscimenti anche fuori dai confini italiani.

Le canzoni analizzate al mixer

Su “Fuori dal Tempo” ci siamo soffermati a lungo, perché è il brano in cui si sente più chiaramente la doppia anima del disco: una base elettronica, quasi da synth-pop, che regge tutto il pezzo, e poi una lunga coda psichedelica in cui synth e tastiere si rincorrono fino a perdere quasi la forma canzone.

Con “Altre forme di vita” il lavoro è stato diverso: qui gli archi giocano un ruolo che nel missaggio finale rischia di passare in secondo piano e che, invece, isolando le tracce torna centrale.

“Cieli neri” è uno dei vertici dell’intero album e riascoltarlo in puntata con la band presente in studio ha avuto un sapore particolare. È un brano più cupo, più teso rispetto al resto del disco e si percepisce quanto ogni strumento sia stato pensato per costruire quella tensione, senza mai riempire troppo lo spazio sonoro.

Infine “(Le arti) dei Miscugli” ci ha permesso di parlare più apertamente della componente sperimentale del disco, quella meno immediata, in cui la band si allontana decisamente dalla forma della canzone tradizionale.

In puntata erano presenti anche Morgan, Andy, Marco Pancaldi, Sergio Carnevale e Livio Magnini. Vedere Andy e gli altri riascoltare le proprie parti isolate, a distanza di tanti anni, aggiungeva a quel momento tecnico anche un significato emotivo che difficilmente si può trasmettere solo con le parole.

L’esibizione live di “Vertigoblu”

Il gruppo ha eseguito dal vivo in esclusiva per Sky Arte “Vertigoblu”, il quarto brano della tracklist originale. È una canzone che rappresenta bene lo stile del disco: un pop elettronico venato di malinconia, con un’attenzione particolare alla melodia vocale di Morgan e arrangiamenti che uniscono synth e tastiere a un impianto ritmico più diretto rispetto ad altri brani più sperimentali dell’album, come “(Le arti) dei Miscugli”. Il titolo stesso richiama il colore che ha accompagnato l’immagine della band fin dagli esordi (basti pensare al nome Bluvertigo).

Raccontarlo oggi, dopo tanto tempo, significa anche spiegare perché quel disco continui a essere un punto di riferimento per chi si occupa di musica alternativa nel nostro paese.

— La puntata completa la trovate sia su Sky che su NowTv.

— Un breve trailer invece lo potete guardare su YouTube a questo link.

Un ringraziamento particolare ai miei compagni di viaggio: l’autore Edoardo Rossi, il produttore Stefano Senardi, il regista Pepsy Romanoff , l’indispensabile Simona Santandrea e naturalmente tutto il fantastico staff di Except.

Bluvertigo, foto della band per l'album Metallo non metallo
I Bluvertigo negli anni di "Metallo non metallo"