La sfida del suono live di Cesare Cremonini
Quando si parla di album dal vivo la sfida è sempre la stessa: mantenere la verità sonora del palco senza perdere la qualità del suono. Con l’album “Live 2025” di Cesare Cremonini questo è stato il punto di partenza, ma anche la direzione costante del lavoro svolto.
Un tour di successo e una band affiatata
Il tour di questa estate è stato un successo straordinario. Stadi pieni, pubblico coinvolto, una band affiatata e precisa. Le registrazioni che abbiamo utilizzato provengono da diverse serate, ognuna con la sua energia e la sua atmosfera. Nonostante questo, l’album conserva un’identità sonora unitaria, merito della grande professionalità dei musicisti e della capacità di Cesare di trovare sul palco un equilibrio spontaneo tra precisione ed emotività.
Live 2025: un percorso attraverso 27 brani
Il disco raccoglie 27 brani, ed è praticamente una panoramica della sua carriera: una sequenza di successi. Gli arrangiamenti restano fedeli alle versioni dei dischi originali, ma hanno in più quel tocco dato dal live e quindi dall’improvvisazione. Questo da una parte ha dato ai concerti un sapore unico e dall’altra ha permesso di avere, di fatto, una raccolta di successi che considero una greatest hits incredibile, dall’inizio fino alla fine.
Il mastering di Live 2025: Fonoprint e la cura del suono
Il lavoro di masterizzazione si è svolto nello studio Mastering 1 della Fonoprint, insieme a Enrico Capalbo, mio validissimo e preziosissimo collaboratore, Alessandro De Crescenzo, chitarrista e direttore musicale della band; figura fondamentale nel passaggio dagli arrangiamenti in studio a quelli del live, poiché conosce la musica di Cesare dall’interno e sa come valorizzarla al meglio.
Con noi era presente anche Marco Monforte, responsabile di tutto il reparto audio di Cesare (e di molti altri artisti) che segue tutte le varie fasi musicali con grande precisione e professionalità.
La presenza di Cesare Cremonini in studio
Anche Cesare è stato presente alle lavorazioni, come sempre, in prima persona. La sua partecipazione non è mai formale: interviene, ascolta, propone, cerca. È un artista che non delega l’identità del proprio suono. Ci ha fornito spunti per cercare di migliorare quello che poteva essere il risultato già ottimo di tutti i mix fatti da Alessio Marocco.
Dalle registrazioni digitali al vinile
Il materiale di partenza era già eccellente: registrazioni 96 kHz / 24 bit curate con grande precisione. Da lì siamo passati alle versioni finali per digitale, CD e vinile.
Il vinile, in particolare, ha richiesto un’attenzione aggiuntiva, perché i 27 brani, distribuiti su tre album, rendono le facciate piuttosto lunghe. Abbiamo curato questo aspetto con cura e credo che il risultato sia davvero ottimo.
Tecnologia e qualità del suono
Inoltre, come già fatto per Vasco, ho scelto di utilizzare Battermaker, un processore di mastering che negli ultimi anni mi ha permesso di fare un miglioramento in termini di qualità del suono.
Il risultato finale è un album live che rappresenta un’occasione per valorizzare al meglio tutta la sonorità di un tour di successo.
Ho già avuto modo di esprimere tutta la mia ammirazione per la musicalità di Cesare che anche in questo live si dimostra un performer incredibile anche nelle parti dove si accompagna solamente con pianoforte e voce.