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Maurizio Biancani Nerozzi

Luca Carboni e il suo terzo album: la puntata di 33 Giri che racconta un disco iconico

Per la puntata su Luca Carboni, abbiamo riaperto i nastri originali di “Luca Carboni”, suo terzo album pubblicato nel 1987. All’epoca il terzo disco era un passaggio cruciale: per le case discografiche significava capire se un artista poteva avere una carriera solida o meno. Questo disco non solo ha consacrato Carboni come cantautore di primo piano, ma ha anche venduto oltre 700.000 copie, diventando uno dei lavori simbolo della musica italiana di quegli anni.

Luca, inizialmente, immaginava per sé una carriera da autore, ma il successo del disco lo portò definitivamente sulla strada del cantautore. Come ha ricordato Stefano Senardi in puntata: “E’ un album che riflette una certa malinconia e solitudine dell’autore”. Ma è anche un ritratto di una generazione che, pur ritirandosi un po’ in se stessa, resta comunque presente.

“Silvia lo sai”: il manifesto del disco

Tra le tracce più significative c’è senza dubbio “Silvia lo sai”, un brano autobiografico dedicato a un amico d’infanzia che aveva conosciuto la dipendenza dall’eroina. Il testo si apre con dei flash, delle immagini di Bologna e racconta, senza filtri, una realtà dura ma autentica.

Dal punto di vista sonoro, il pezzo nasceva semplice, vicino al sound dei dischi precedenti. L’ingresso del Fender di Roberto Costa e l’aggiunta di un basso incisivo hanno cambiato l’atmosfera, portandolo verso la versione che conosciamo oggi. Come ricorda Carboni, in studio si provarono diversi arrangiamenti, fino a quando non è stata trovata la struttura definitiva.

In puntata, Luca ha eseguito il brano in acustico al pianoforte, voce e tasti, senza sovrastrutture: uno dei momenti più intensi del programma.

“Farfallina”: una rivoluzione di linguaggio

Luca non ha paura di usare il linguaggio in modo nuovo, e con “Farfallina” lo dimostra: inserire un diminutivo in un titolo di canzone, negli anni ’80, era una scelta fuori dagli schemi, in un periodo in cui la canzone d’autore tendeva a cercare di più la solennità. Questo brano, invece, racconta l’intimità senza filtri, con una delicatezza che ne è il punto di forza.

Come ha sottolineato Antonello Giorgi: “Questa canzone puoi suonarla in tanti modi, ma alla fine deve essere interpretata così com’è nata”. Proprio questa essenzialità la rende un classico: Farfallina non è solo una ballata, è una dichiarazione di libertà artistica e di autenticità.

“Vieni a vivere con me”: pop ed elettronica con il tocco di Lucio Dalla

“Vieni a vivere con me” è uno dei brani più solari e immediati del disco, con un testo che racconta la spensieratezza e la bellezza delle storie adolescenziali. Luca è particolarmente affezionato a questo pezzo, anche se la musica non è stata scritta da lui: una collaborazione che aggiunge una sfumatura diversa alla sua scrittura abituale.

Secondo Roberto Costa, è “una delle canzoni più pop dell’album”, e lo si percepisce anche nella costruzione sonora che si basa su arrangiamenti, chitarre e un uso dell’elettronica. Una curiosità che emerge in puntata riguarda la presenza di un vocoder suonato da Lucio Dalla, che aggiunge un dettaglio sperimentale a questo brano che altrimenti sarebbe lineare.

In origine il pezzo era più complesso: prevedeva una terza sezione, una sorta di bridge molto ampio. Durante la produzione si decise di tagliarla perché spezzava il ritmo e rischiava di far perdere forza al brano. Questa scelta ha contribuito a dare al pezzo la compattezza e la freschezza che oggi lo rendono uno dei momenti pop più riusciti del disco.

“Chicchi di grano”: tra vecchie versioni e nuove scelte

“Chicchi di grano” chiude la seconda facciata del vinile e rappresenta uno dei momenti più introspettivi del disco. Racconta la fine di un amore con un senso di indefinito, quasi affidato al caso. È un brano che Luca aveva scritto quando ancora suonava con la sua band, quindi porta con sé un’impronta diversa, più “di gruppo”, rispetto agli altri pezzi dell’album.

Durante la lavorazione, Lucio Dalla e Renzo Cremonini suggerirono di alleggerire il testo, che in origine era molto più complesso.

Luca accettò, riscrivendo alcune parti per renderlo più diretto. In trasmissione ho fatto ascoltare a Luca una vecchia versione del brano, con tracce evidenti del primo testo e persino alcuni inserti in inglese maccheronico, cantati con ironia da Carboni stesso. Durante il commento di questo pezzo è emerso che quella registrazione poteva rappresentare la metamorfosi della canzone: un passaggio dal primo testo “grezzo” a ciò che oggi conosciamo come uno dei pezzi più poetici del disco.

La fine della collaborazione con Lucio Dalla e l’inizio dell’indipendenza artistica

L’album “Luca Carboni” segna anche un momento cruciale nella carriera del cantautore: la fine della collaborazione con Lucio Dalla, che fino a quel momento aveva rappresentato un punto di riferimento artistico e produttivo. È il disco dell’indipendenza, in cui Luca sceglie di esprimersi senza guide esterne, assumendosi pienamente la responsabilità delle proprie scelte musicali e linguistiche.

Inizialmente Dalla ebbe un ruolo fondamentale nella prima fase della carriera di Carboni, ma non come autore delle sue canzoni. Lucio ha creduto in lui sin dall’inizio e lo ha aiutato a firmare il primo contratto discografico con la RCA.

Ha spesso supervisionato e dato consigli: era più “un mentore” che un produttore effettivo. Dalla non imponeva, ma indicava una direzione e sosteneva Luca nelle scelte artistiche.

Lucio Dalla e Luca Carboni insieme in un momento informale, ritratto iconico della musica italiana anni '90
Lucio Dalla e Luca Carboni in uno scatto informale.

La puntata si è conclusa con una versione acustica di “Gli autobus di notte”, interpretata da Luca insieme a Bruno Mariani. Una chiusura sobria, coerente con un album che, pur avendo dei tratti pop, resta intimo e personale.

Ringrazio chi, durante la puntata, ha partecipato insieme a me al racconto di questo lavoro: Roberto Costa– produttore e bassista,Antonello Giorgi – batterista, Giovanni Pezzoli– batterista, Bruno Mariani– chitarrista, Stefano Senardi – produttore discografico e Massimo Cotto– giornalista musicale.

— La puntata completa la trovate sia su Sky che su NowTv.

— Un breve trailer invece lo potete guardare su YouTube a questo link.

Un ringraziamento particolare ai miei compagni di viaggio: l’autore Edoardo Rossi, il produttore Stefano Senardi, il regista Pepsy Romanoff , l’indispensabile Simona Santandrea e naturalmente tutto il fantastico staff di Except.

Luca Carboni live in concerto durante il tour Fisico e Politico 2013-2014, performance sul palco con luci blu e outfit personalizzato
Luca Carboni durante una tappa del tour Fisico e Politico (2013-2014) - Foto da Wikimedia Commons – licenza Creative Commons